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Di #influencers, #rosiconers e dei loro naturali derivati: gli #sfotters

influencers
Written by Shonel

Perchè mettere il tag nel titolo?
Forse qualcuno penserà che sia un abile modo per “categatorizzarlo” rendendolo più visibile in caso di condivisione su Twitter.
Invece no, miei amati lettori; il cancelletto è un carattere insito nella parola “influencers”, solo che è un cancelletto muto e non si riesce a pronunciare.
Come la H in Deborah.

Ok, ma cos’è un #influencers?
Gli #influencers sono coloro che son capaci di “influenzare” l’opinione altrui spostandola dove più gli si confà.
Fondamentalmente, se ci fate caso, ne siamo circondati in ogni ambito, sia esso nella moda, nella politica, nel giornalismo e in televisione; tutti coloro con un minimo di notorietà e di seguito che abbiano possibilità di parlare “condizionano” il pensiero altrui.
(forse detta così suona un pò come “pifferaio magico” ma può considerarsi tanto diverso?)
COMUNQUE consiglio a chiunque mi stia leggendo  di resistere fino alla fine e di vedere il documentario al termine del post, per farsi un proprio parere su chi o cosa essi siano.

Ma perchè parlare anche io di #influencers?
Per cavalcare l’onda e magari trovare qualche follower o lettore in più?
A chi non farebbe piacere qualche estimatore in più, ma punto a trovarlo per motivi un pò più validi che il “salire sul carro del momento” o fare il “guru spargitore di verità digitali” che oramai son tanto inflazionati, che chiunque con un minimo di conoscenza crei guide come “I 10 consigli per usare twitter in modo perfetto” e avere la stessa valenza di quei pop-up che dicono “Make money online“.
No, io parlo di #influencers solo come “citazione” per raccontare tutto quello che sta nascendo dietro questo fenomeno in stile “tormentone digitale dell’estate 2012“.

Già RudyBandiera, sul finale di un suo recente post, ci dice..

Il mondo del Web, negli ultimi mesi in particolare, si è diviso in due: chi è un influencer o definito tale, e quelli che cercano di demolire gli influencer. A volte a torto e a volte a ragione.

..delineando quindi oltre alla prima categoria a noi nota, una seconda assolutamente naturale che si potrebbe definire come quella dei #rosiconers (ed il vago inglesismo fa ben capire il senso intrinseco del termine).

L’essenza dei #rosiconers esiste già da sempre, ma la loro manifestazione si fa totale durante la polemica del MeetFs (di cui ho anche parlato), solo perchè proprio in quella occasione il termine #influencers (se non vado errato) è stato lanciato quale segno distintivo di persona nota, e tenuta in conto nella Rete.

Io continuo a pensare che (molto più semplicemente) non gli si volesse dare l’appellativo di guru perchè sarebbe poi risultato comico, per non dire ridicolo.

Ma penso che si possa fare di più, e arrivare anche ad una terza categoria: gli #sfotters
Questa classificazione (nata insieme a Eugenia Morato durante una divertente conversazione su twitter) va palesemente ad ironizzare sulle prime due e sui loro scontri che risultano essere spesso infantili, perchè parrebbe non esserci mai un rispetto di fondo ma più che altro un vicendevole pungolarsi finchè il primo non corra dalla fantomatica maestra (la Rete) a lamentarsi.
l’ironia degli #sfotters non vuol esser mai cattiva, ma solo un modo per sfogare con un sorriso la noia generata dagli scontri che obnubilano le “TimeLine” delle persone facendo magari passare inosservate notizie più interessanti.
Una cosa alla quale bisogna stare molto attenti è a saper riconoscere chi si ha davanti, perchè dietro ad un millantante #sfotters può nascondersi un #rosiconers!
DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI!
Ma è facile riconoscerli, perchè la maschera non può reggersi per troppo tempo e mostreranno quanto prima la loro vera natura.

Per poter completare il cammino, nella sua interezza, potremmo anche citare un quarto gruppo definibile come i #menefotters, ma questi sono silenziosi e non si curano della questione (anzi, forse non si curano di nessuna questione quasi a nascondere dell’apatia digitale).

Una cosa è certa: quando finirà questo tormentone ci sarà un nuovo “qualcosa” di cui parlare, e nuove fazioni nelle quali schierarsi.
Perchè pare che senza fazioni le cose non possano mai andare avanti.

E se questo mio post vi sembra che non apporti nulla al mondo dei Social Media, se non magari una sghignazzata di simpatia (spero), non posso che darvi assoluta ragione!
Ma solo perchè effettivamente l’argomento è vacuo di per sé.
Perchè, per me, il vero #influencer è quello che riesce ad aiutare concretamente le persone e non solo a manipolarle con vacue parole.

Vi lascio con un documentario dal titolo INFLUENCERS che veramente fa capire chi essi siano e non quello che con, fare italiaco, sembrano essere diventati.
(video ready for iOS)

 

About the author

Shonel

Mi occupo da tempo di Digital, Web & Social Media Marketing e docente di quest'ultimo per conto di HTML.IT

Porto il tutto avanti con la mia attività di consulenza: Shonel Consulting.

Articolista, Recensore di software & Hardware e quando serve presenzio a qualche evento...

Ma non solo:

Istruttore di nuoto, appassionato di Cinema, Serie TV, Tecnologia e Musica.

Ultimamente mi hanno anche chiesto di organizzare degli eventi...

  • Be’, direi che gli influencers non si discostano molto dalla definizione sociologica di leader d’opinione.

    • nel mio “immaginario” stanno subito sotto ..

  • mmm @shonel oppure subito sopra. Se uno è Leader di opinione non è detto che gliene freghi qualcosa a qualcuno della sua opinione al di fuori del suo gruppetto di adepti 😀
    Per definizione: ” l’Opinion Leader è tenuto in grande considerazione da coloro che accettano le sue opinioni.”
    Un influencer al contrario serve per influenzare anche coloro che la pensano esattamente in modo contrario.

    • E sono d’accordissimo con te 😉
      Ma mi vuoi dire che un influencer dentro di se non si senta già opinion leader? 😀
      “Sai, io sposto le masse.. po po po” 😀

  • sì sì ovviamente, un influencer una volta raggiunto l’obiettivo è per definizione diventato opionion Leader 🙂

    • “opionion” non so cosa sia 😀 magari “Opinion”

      • “opionion” è una opinione lacrimevole come una cipolla…

  • Intanto Shonel complimenti per il post. Ormai da giorni e giorni va avanti questa discussione, influencer si influencer no, sono tutti pagati, mala gente. Credo che la categoria “rosiconers” sia quella che in questi giorni si sia mossa di più con tesi direi proprio da non condividere. E tra i rosiconers più incalliti ci sono i giornalisti, si scagliano contro bloggers e personaggi web molto conosciuti, accusandoli di essere pagati! Ma scusate un attimo, i giornalisti non venivano pagati per parlare sul loro giornale di questo o quel prodotto? Non ricevevano lauti regali, addirittura anche automobili quando si trattava di recensire un nuovo modello. Parlo al passato, ma queste pratiche sono ancora molto attuali. Ma i giornalisti temono i bloggers, anzi temono la rete in generale, abituati al loro fortino. SI scagliano contro il klout e simili senza sapere di cosa si parla.
    Ma tra i rosiconers ci sono anche quelli che si sentono “esclusi”, quelli che pensano “ma perchè io no?!?”…e prova tu a spiegarglielo.
    Il problema di fondo Shonel è che in Italia siamo abituati a fare di tutta l’erba una concertazione, vogliamo consociativizzare ogni cosa, adesso è il turno della rete. C’è chi ci prova ogni giorno, ma non ci riuscirà. La rete non è consorziabile e non scende a compromessi con nessuno, perchè da a tutti le stesse possibilità. Nel momento in cui credi di domarla, ecco che ti bruci. Quindi attenzione! 😉

    • Amico Franz, oltre a ringraziarti dei complimenti, tu ora mi devi dire cos’altro potrei aggiungere a questa tua disanima se non un “GRAZIE” 🙂
      (e cercherò di stare attento 😉 e sopratutto di non farmi imbrigliare dai canoni! :))

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