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“Per un Klout io vendo tutti i sogni miei”

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Written by Shonel

C’è un fenomeno strano, non nuovo, che accade ciclicamente all’arrivo (e affermazione) di un algoritmo di “punteggi”.

Basta una un numero per trasformare le persone.

Che sia il numero di visitatori del sito, di quelli di FeedBurner, di followers su Twitter o del PageRank, tutti coloro che sono nella Rete (professionalmente e non) adorano vedere il numero alzarsi, scatenando delle vere e proprie gare di “celolunghismo”.
Solo che i numeri in salita di ciò che ho appena citato hanno un significato concreto sul quale fare affidamento per quel che riguarda notorietà e interesse da parte dell’audiece.
(evitiamo di dire che i followers su twitter possono esser comprati che è un’altra storia)

Quello che invece ancora mi è annebbiato è se il valore di Klout sia affidabile o meno; quello che però so è che ha generato un vero e proprio stato di “accattonaggio 2.0
(fa così 2000 post-porre 2.0 alle parole, quasi vintage).

Innanzi tutto spieghiamo cosa sia Klout ai meno esperti (fonte Wikipedia):

Klout è un servizio di social networking che offre analisi statistiche personalizzate sui social media. In particolare, stima l’influenza degli utenti attraverso il Klout score (da 0 a 100) ottenuto dal grado di interazione nei profili utente di siti popolari di social networking, tra cui TwitterFacebookGoogle+Linkedin e Foursquare. Questa influenza è ottenuta a partire dall’ampiezza del network dell’utente, il contenuto generato, e il livello di feedback ottenuto.

Insomma, più sei attivo sulla rete, chiacchierando e dando di cui chiacchierare, più il numero si alza identificandoti oltretutto come persona esperta, o lettore, creatore, condivisore, etc etc..

Le voci che si rincorrono sulla rete italica riguardo a questo servizio sono contrastanti, ma comunque tutti ne parlano e lo considerano: chi si esalta, chi lo critica, chi ci scherza  e chi ci sputa sopra (sopratutto da parte di coloro che vedono il numero scendere).

Luca Pautasso su L’Opinione ritiene sia uno strumento di narcisismo digitale, FortuneCat dimostra come fino a 3 mesi fa (giugno 2012) sia completamente inaffidabile nell’enumerare il successo tramite il puro conteggio di interazioni (ovvero, anche gli insulti fanno alzare il Klout).

Quello che è reale è che sia stato un successo, crescendo di molto dal suo lancio nel settembre 2009;  moltissimi lo usano, lo consultano e condividono spesso le variazioni nemmeno stessero seguendo le azioni in borsa!

Fin qui si potrebbe dire che non ci sia nulla di strano e che sia il normale percorso di “uno strumento social di successo”, ma la cosa inquietante sorge nel momento in cui si vedono veri e propri atti di accattonaggio con richieste esplicite e collettive di “+K”.

E’ vero che nella rete si chiedono spesso favori tra amici e colleghi, come la condivisione di un post sui social, o la frase “Please RT/Share” magari per diffondere un messaggio ritenuto importante, o mandare tramite facebook le richieste per il “mi piace” delle proprie pagine personali o lavorative, ma arrivare a leggere frasi come “Gente, mi si sta abbassando il Klout, venite a darmene un po’!” rasenta il peripatetico.
Mi aspetto in futuro avatar raffiguranti persone col cartello “Will work for Klouts” (esattamente come quello in apertura di post, ma ad personam).

PS: Anche io controllo lo stato del mio e non è altissimo, ma nemmeno così orribile; attualmente un dignitoso 52, vengo definito come “specialist” e son contento quando qualcuno mi assegna un +K, ritenendolo un segno di apprezzamento e stima.

About the author

Shonel

Mi occupo da tempo di Digital, Web & Social Media Marketing e docente di quest'ultimo per conto di HTML.IT

Porto il tutto avanti con la mia attività di consulenza: Shonel Consulting.

Articolista, Recensore di software & Hardware e quando serve presenzio a qualche evento...

Ma non solo:

Istruttore di nuoto, appassionato di Cinema, Serie TV, Tecnologia e Musica.

Ultimamente mi hanno anche chiesto di organizzare degli eventi...

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