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La Mossa Kansas City ai tempi del Social Media

ladri
Written by Shonel

Chiunque abbia visto “Slevin – Patto criminale” dovrebbe essere a conoscenza di cosa sia la Mossa Kansas City.
Per tutti gli altri e’ quella per la quale ti fanno guardare da una parte mentre ti stanno ingannando dall’altra.
(Bruce Willis la spiega meglio nel video che vedrete a fine post)

Ma cosa può centrare questo nel mondo dei Social Media?
Molto, e la cosa si potrebbe estendere anche a quello del lavoro freelance in generale.

Quando un freelance, sopratutto nel settore informatico, cerca dei clienti si mette nelle condizioni di essere al quanto appetibile, serio, professionale, competente, padrone del Know-How e tutte quelle cose che possano farlo risultare “Splendido Splendente” e unico, senza però risultare arrogante o saccente.
Il possibile committente resterà affascinato e colpito dalla grinta e dalla sapienza che mostrerà il giovane freelance, esattamente come potrebbe guardarvi una donna che fosse di fronte ad Antonio Banderas, cercando però di restare il più impassibile possibile.

E’ qui che inizia a scattare la Mossa Kansas City.

Il possibile committente, infatti, vi farà credere di esser innamorato perdutamente di voi, tenendosi però sulle sue, MA vorrà la prova d’amore; ovvero, vorrà che voi facciate vedere cosa siete disposti a fare per lui, per farlo vostro.
Insomma, un preventivo dettagliato.

La Mossa Kansas City sta andando avanti e voi state guardando a destra, distraendovi dalla vostra sinistra. 

Alla fine, il galvanizzato freelance, sicuro di se, lavorerà alacremente per consegnare un prospetto dettagliato di tutte le mosse e strategie per arrivare al risultato finale sperato;  che il fiabesco committente lo contatti inebriato al grido di “SI, LO VOGLIO!”

E ora c’è la fregatura a sinistra.

Infatti lui sparirà con la vostra bella idea, e voi resterete con un pugno di mosche.

La Mossa Kansas City è compiuta

Credete che visti i toni ironici e “fiabeschi” che ho usato sia tutta una finzione? O il tutto vi suona più familiare del previsto?
Provate a chiederlo a @AsiClaypool che è stata vittima di una storia praticamente identica a quella che vi ho appena raccontato,ma  qui narrata con più rabbia e disappunto.

Il problema è appunto questo per chi opera da solo: il rischio di farsi soffiare idee e contenuti!
(anche le grandi agenzia non sono immuni, ma sicuramente soffriranno meno di un singolo libero professionista)

Come difendersi allora in tali situazioni?
Sopratutto quando uno non ha un entourage alle spalle sul quale fare affidamento (inteso come commercialisti ed avvocati) e deve vedersela da solo contro queste iene?

Mi piacerebbe poter dare una risposta certa su come muoversi, ma purtroppo per voi questo non è il post “10 consigli per non farsi fregare” e in rete non è facile trovare una risposta (se non dopo una chirurgica ricerca tra le varie pagine di Google).
Si potrebbe chiedere a chi fa consulenze legali gratuite ma le risposte sarebbero sempre un pò blande, o far riferimento ai vari blog di studiosi di “diritto informatico” che ne sapranno sicuramente più di tutti noi (anzi, spero che qualcuno di loro legga questo post e ci dica la sua nei commenti).
Ma tirare su un polverone legale rischia di diventare molto più oneroso in termini di tempo, denaro e stress.

Un metodo per avere, quantomeno, un piccolo rientro per la fatica ed il tempo occorso a sviluppare un progetto potrebbe essere quello di farsi pagare una certa percentuale del compenso richiesto nel momento in cui si sottopone il preventivo, da scalarsi poi dal prezzo finale in caso di accettazione; e  nemmeno presentando il progetto nei minimi dettagli su carta, ma spiegarli a voce (come suggerisce Cristina Simone, fondatrice del movimento “NoFreeJobs”, in un tweet : “è meglio presentare il progetto di persona e non lasciarglielo“).
Oppure nel momento in cui si volesse far capire la precisione che si sta offrendo, alzare la percentuale dell’anticipo.
Ovviamente questo indisporrebbe qualunque possibile committente e penalizzarebbe i poveri freelancer mettendoli già nella condizione di esser squalificati da eventuali gare, ma almeno, se dovesse succedere come raccontato nella “fiaba” di cui sopra, l’arrabbiatura sarebbe minimamente mitigata.

So che molti non saranno d’accordo con quanto appena detto, ma son pronto a sentire consigli da chiunque voglia sottoporli nei commenti, e se adeguati poterli anche aggiungere in coda al post o in un eventuale “reprise”.

Del resto, se non fossimo “Social” su queste cose e ci si aiutasse a vicenda in occasioni  simili verrebbe meno anche il senso dell’idea #iocollaboro  del team WePlus.

E ora il video per chi ancora non avesse capito cosa sia la Mossa Kansas City

About the author

Shonel

Mi occupo da tempo di Digital, Web & Social Media Marketing e docente di quest'ultimo per conto di HTML.IT

Porto il tutto avanti con la mia attività di consulenza: Shonel Consulting.

Articolista, Recensore di software & Hardware e quando serve presenzio a qualche evento...

Ma non solo:

Istruttore di nuoto, appassionato di Cinema, Serie TV, Tecnologia e Musica.

Ultimamente mi hanno anche chiesto di organizzare degli eventi...

  • Trovo decisamente giusto proseguire anche nella retribuzione per step, se il cliente è sufficientemente interessato non avrà problemi nel spendere per un preventivo dettagliato. Non è nuova la pratica di far pagare il preventivo, forse meno nel campo web, ma solo perché i freelance di questo settore sono spesso (stranamente) sottovalutati.

    Ottimo Articolo, bisognerebbe riflettere su come proseguire in tali scelte, e non lasciar tutto in mano al cliente senza la sicurezza che questo sia davvero onesto.

    • Hai detto bene: “I freelance sono sottovalutati”.
      Le persone che lavorano indipendentemente sono viste come degli “accampati” solo perchè alle spalle non hanno grossi nomi di agenzie.
      (e casualmente i più grossi errori nei social-media vengono proprio dai manager delle grandi agenzie di comunicazione :D)

      • Verissimo, perché quelle si preoccupano di prendere uno stagista magari, non un vero professionista capace anche di farsi da solo…. il bel paese…

  • Molti freelance alle prime esperienze lavorative possono spesso incappare in queste situazioni, “serve a fare pratica, è capitato a tutti!” gli diranno una volta che sono stati fregati. La soluzione potrebbe essere condividere esperienze e tecniche di gestione dei clienti.

  • Storiaccia, storiaccia.

    Personalmente ho trovato un buon espediente. Si tratta di una tecnica che figura un po’ come uno specchietto per le allodole senza fregature nel riflesso. In sostanza mostro al cliente una presentazione (slides ad hoc, niente powerpoint, tutto su device: soo coool) che espone i risultati ottenibili attraverso la mia strategia, con statistiche e punti chiave ben concisi, il tutto farcito da spiegazioni concitate e termini affabulatori – e un pizzico di coda di rospo, infine.

    Non garantisco infallibilità, ma fidatevi, è un buon modo per allontanarsi dalla zona rossa.

    …cavolo, dovrei aprire un blog anch’io.

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