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Will blog for … What?

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Written by Shonel

Il tema di questi giorni è l’Huffington Post Italia.

Sulla vari canali Social (Google+, Facebook, Twitter) ho già detto testuali parole:

Se fossi uno “giusto” ora farei anche io un pezzo sull’HuffPostItalia ma sarebbe solo un pessimo blabla per cavalcare l’onda e farmi vedere.
C’è chi dice che la “visibilità sia tutto” in questo mondo/settore lavorativo, ma continuo a ritenere che quello che si dice e quando lo si dice sia ancora fondamentale.

Comunque..

Basta quello di @AsiClaypool come post sull’argomento.

http://caffeinainchiostroecaos.wordpress.com/2012/09/25/a-chi-non-piace-lhuffington-post/

Essenziale e perfetto.

 

Allora perchè questo post?

Perchè parallelamente si è sviluppata la questione (qualcuno la chiama polemica, ma costoro devono esser risentiti per qualcosa, porelli) sul “Ma il blogger che scrive per me, lo devo pagare o no?

Questa è una cosa FONDAMENTALE di cui discernere ma la gente ancora fa orecchie da mercante, sopratutto quelli che dovrebbero elargire la pecunia.
(sempre che se lo possano permettere, ma a quel punto possono chiamarsi testate o sono Onlus?)

Quindi che fare?

Da un lato abbiamo il buon Rudy Bandiera, che non sbaglia quando dice :

…se mi avessero chiesto di scrivere per Huffington Post avrei detto di si, certo di avere avere un ritorno d’immagine che sarebbe diventato, nel tempo, fatturato.

Dall’altro però la brava AsiClaypool ribatte:

 …chi può permettersi di fare questo deve avere alle spalle un minimo di tranquillità economica che gli consenta di compiere questa scelta. Non tutti, soprattutto i giovani, possono farlo, e questo non perché siamo attaccati all’idea del denaro o del posto fisso o di chissà cosa. Semplicemente perché abbiamo delle spese come tutti e un lavoro  dignitoso dovrebbe avere un minimo di retribuzione se non altro per pagare la corrente elettrica consumata dal portatile e una connessione. 

Il problema è che entrambi hanno ragione!

Lo scrivere non retribuiti  potrebbe esser paragonabile allo stagismo aziendale e come “rimborso spese” ti senti dire: Hai la visibilità.

Io stesso sono collaboratore di una testa come HwGadget (nella quale oltretutto è noto sia coinvolto Rudy a livello redazionale) e con loro ho scritto sempre e solo gratis (al massimo capita possa tenermi alcuni prodotti recensiti), portandomi una buona dose di visibilità e non si può negare.
Ovviamente (e correttamente) loro non hanno mai preteso nulla da me, lasciandomi carta bianca, sul come e sul quando scrivere, senza scadenze e limiti (tranne quello del buongusto ovviamente).

Io però posso anche ritenermi “fortunato”, perchè so di altri posti in cui ti chiedono di scrivere per la gloria (o a prezzi veramente irrisori) con un il trattamento redazionale “simil-nazi” (tra scadenze e linee guida editoriali), con gente che è andata via al grido di “MA CHI ME LO FA FARE!”

Solo che quanto può andare uno avanti a fare lo stagista?
Oggi giorno ti senti dire “piuttosto che niente..”, però almeno lo stagista le prende quelle 6-700.. se ha fortuna anche 800 € e si può permettere di pagarsi l’affitto e la connessione.
Il blogger no, purtroppo vive come in un sogno speranzoso, ma in cui crede.

Huffington Post non paga? Ok, allora che facciano come il neonato BlogsPaper che raccoglie i post già scritti dai blog personali/professionali di settore!
Potrebbe essere un buon compromesso.

De resto, perchè chi opera nel settore del web si apre un blog personale?

Per crearsi visibilità, fare quel famoso “Personal Branding” di cui si parla tanto.
Investendo il PROPRIO tempo ed il PROPRIO denaro sperando di poterlo poi in un futuro (più prossimo che anteriore) recuperarli venendo notato da qualcuno che voglia accordargli fiducia per una collaborazione.
Allora visto che l’Annunziata pensa che il blog non siano degni d’esser pagati, che faccia almeno da cassa di risonanza.

Infine lasciatemi dire una cosa sulla visibilità.

E’ sicuramente una tra le cose più importanti su internet ma bisogna anche trovare il modo giusto per arrivarci.
Nel settore del Social Media leggo tantissimi post riguardo agli argomenti “del giorno” ma quanti sono effettivamente validi? Si contano sulle dita di una mano, forse anche meno, e spesso vengono da quelli che non sono “famosi”.
Capisco sia fondamentale “cavalcare l’onda” ma è il come che fa la differenza.
Dire qualcosa di vacuo, anche se ben confezionato, è pur sempre qualcosa di vacuo, ma tanto quello che interessa è che il sito/blog/pagina sia in bella vista.

Probabilmente sarò io a sbagliare, ma preferisco, come oggi, o come ieri, come accadrà la prossima volta che scriverò, farlo perchè avrò qualcosa da dire.
Una ispirazione.

Ma forse è per questo che ancora non mi hanno chiamato a scrivere per una testata.. retribuito.

About the author

Shonel

Mi occupo da tempo di Digital, Web & Social Media Marketing e docente di quest'ultimo per conto di HTML.IT

Porto il tutto avanti con la mia attività di consulenza: Shonel Consulting.

Articolista, Recensore di software & Hardware e quando serve presenzio a qualche evento...

Ma non solo:

Istruttore di nuoto, appassionato di Cinema, Serie TV, Tecnologia e Musica.

Ultimamente mi hanno anche chiesto di organizzare degli eventi...

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