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Come LUI ha perso il suo username di Twitter da 50000 $

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Written by Shonel

creditcardAlzi la mano chi, fino almeno a 5 anni fa, non abbia mai detto la frase “Io la mia carta di credito su internet non la metto che me la rubano“.
Negli ultimi anni le cose sono notevolmente cambiate.
La diffusione dell’E-Commerce, dell’introduzione di carte di credito prepagate e di sistemi di sicurezza da parte delle banche.
Anche gli stessi servizi di “televendite” si sono evoluti in promozione dello shopping online.
Insomma, tutti vengono invitati a fare transazioni su internet nel massimo della sicurezza.

Poi ti scrive un tuo amico che ti passa un link e ti dice “Leggi un po’ questo?” e anche se dal titolo “How i lost my $50,000 Twitter username” non ti lasci impressionare, dal suo contenuto ne rimani colpito.
Per farla breve, invitandovi alla lettura dell’articolo in lingua originale e ricco di dettagli interessanti, Mr. , che non è certo un utente qualunque di Twitter ma uno degli sviluppatori del noto client mobile Echofon, è stato defraudato di un account twitter in suo possesso il cui nickname era composto da una sola lettera (@N), da un (o un gruppo di) hacker.
I pirati informatici, invece di attaccare direttamente il twitter, sono riusciti ad accedere al servizio di Domain Hosting di Naoki presso il quale era registrato il proprio dominio personale.
La storia si è risolta per il meglio e Naoki è rientrato in possesso di tutto quello che gli apparteneva, a fronte della sottomissione di un ricatto, il quale però sarebbe risultato il male minore.
Si può parlare di un vero e proprio “rapimento digitale“.

Ora, il problema non è tanto il furto in quanto tale, ma come si sia riusciti a metterlo in atto.
A quanto pare, il pirata è riuscito ad ottenere da PayPal le ultime quattro cifre della carta di credito di Hiroshima, semplicemente telefonando al servizio di pagamento online.
Ottenute tali cifre, sempre tramite una telefonata al servizio di hosting e raccontando qualche fandonia, è riuscito ad ottenere l’accesso all’account.

A rileggere il modo in cui tutto questo sia avvenuto, sembra quasi di trovarsi davanti alla trama di un qualche film di serie B sulla pirateria informatica, ed invece pare sia successo tutto realmente.
Ciò che impressiona e desta preoccupazione è la facilità con cui, come dice lo stesso Naoki Hiroshima nel suo articolo,  grandi nomi quali PayPal, che dovrebbero assicurare la protezione totale di dati sensibili quali la carta di credito, diano facilmente informazioni tramite una telefonata.

Ora, con questo articolo, non voglio dire di rifuggire al commercio online, solo di prestare totale attenzione a come e quando usate i vostri dati personali, sopratutto quelli bancari.
Potrebbe forse sembrare un ammonimento noioso, o trito e ritrito, ma come dimostra l’articolo linkato sopra, alle volte non è colpa nostra il guaio, ma di chi ci (af)fidiamo.
E forse non ha tutti i torti mia madre quando, ancora oggi, dice “Non mi fido a dare la mia carta di credito su internet”.

SGM

About the author

Shonel

Mi occupo da tempo di Digital, Web & Social Media Marketing e docente di quest'ultimo per conto di HTML.IT

Porto il tutto avanti con la mia attività di consulenza: Shonel Consulting.

Articolista, Recensore di software & Hardware e quando serve presenzio a qualche evento...

Ma non solo:

Istruttore di nuoto, appassionato di Cinema, Serie TV, Tecnologia e Musica.

Ultimamente mi hanno anche chiesto di organizzare degli eventi...

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